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domenica 15 maggio 2016

OH! EH? - Non di amore

Etichetta: Jap Records
Genere: pop 

Pubblicato dalla Jap records, Non di amore è il primo lavoro degli OH! EH? e c’è, sin dal primo ascolto, qualcosa che non (mi) convince.
Eppure non è nemmeno un disco da usare come sottobicchiere: i suoni sono semplici ma efficaci per imbastire un eccellente suono pop con interessanti inserti elettronici che purtroppo cade in un limite tipico di questo genere: la ripetitività. In pratica fanno il compitino, discretamente bene, e niente più, un disco che non rischia più di tanto se non nella lunga e finale Robert F. Scott (per me il pezzo migliore).
La voce mantiene l’andamento del disco, anche su brani più tirati (L’arte di sopravvivere, Hai freddo ancora?), entro i binari di una confortevole e pacifica atmosfera, decisamente friendly, che alla lunga sembra penalizzare il risultato finale.
Ma anche se le soluzioni musicali non sono sempre originali e le scelte vocali a volte discutibili, questo album ha comunque il merito di suonare sincero, con testi (che sono il vero punto forte) introspettivi, interessanti, dolorosi.

 

mercoledì 25 marzo 2015

Iommi - L'abbraccio

Etichetta: I dischi di Leo, Audioglobe
Genere: pop

Già dal titolo si intuisce lo spirito sognatore, pop e romantico di questo disco che riunisce due interessanti personalità musicali di una scena indipendente un po’ più nascosta ma non per questo meno attiva. 
Due musicisti affini per attitudine e sensibilità, Alessio Iommi (Parsec) e Francesco Sciarrone (Shadow line, Formanta!) si ritrovano per sfogare insieme le rispettive visioni musicali e poetiche. Il risultato è un album leggero e piacevole, 8 pezzi per 30 minuti che s’ispirano al miglior pop britannico, ma fanno tesoro del gusto italiano per l’orchestrazione.
Un album decisamente ispirato insomma, ma la cui lunga gestazione ne ha probabilmente stemperato le capacità di regalare quelle perle e quelle emozioni di cui la scrittura di Iommi dimostra di essere capace in alcuni brani come Surreale, Maria o Il colore della notte.

sabato 20 ottobre 2012

Luc Orient – La vie à grand vitesse


Etichetta: Lademoto records
Genere: pop contaminato

Sono stati una delle new wave band italiane più interessanti negli anni ‘80 (dicono), poi sono caduti nel dimenticatoio proprio come il personaggio a cui si ispira il loro nome, Luc Orient appunto, fumetto appartenente alla scuola franco-belga apparso in Italia tra il 1967 e il 1975. Ricompaiono nel 2003 con un cofanetto di demo, remix e inediti (The white box), nel 2009 con un Ep (Killer Joe/Onion Gum) e oggi con questo La vie à grand vitesse.
A volte capita che una band abbia voglia di cambiare musica, anche se quello che ha fatto fino a questo momento è stato tra le cose migliori che la propria scena abbia prodotto (dicono). Ed è successo anche a Piero Pieri e Rrok Prennushi i due versatili musicisti burattinai del progetto, inventori di un sound inconfondibile e di uno stile big-beat che se sfruttato meglio, sarebbe potuto essere definito geniale.
La vie à grand vitesse non assomiglia a nulla di quanto già prodotto in passato, ma si potrebbe inserire in quel filone di black music, elettropop e ritmi in levare che guarda ancora spudoratamente agli anni Ottanta e che sembra non volersi esaurire. Non stupitevi di trovarci dentro suoni affaticati, linee melodiche semplici, flemmatiche e trascinate, stanchezza di suoni pimpanti e divertenti in nome di una certa maturità artistica. Il tutto è senza dubbio molto ruffiano ma molto ben orchestrato: ogni dettaglio, dalla sonorità delle parole ai minimi inserti ritmici è essenziale, e sarebbe riduttivo dire che i Luc Orient abbiano buttato nel frullatore sonorità diverse per vedere che ne veniva fuori. Dietro al carrozzone sonoro ci sono molto studio e talento questo è vero, ma a me sembra troppo torpido e tedioso…superato.

mercoledì 19 ottobre 2011

Dilis – Nulla da capire


Etichetta: Red birds records, Seahorse Recordings
Genere: sweet-pop, rock autorale

Dilis sputa in questo primo disco solista una decina di canzoni di semplice melodia, tanta melodia, qualche bel riff di chitarra buttato a volte a caso, qualche pera in vena e ritornelli catchy al primo ascolto. Il tutto trascorre molto lentamente, a parte qualche sporadica bella creazione a dimostrazione che Pietro Di Lietro ha un innato talento melodico, ma non riesce a fare più del dovuto.
Ti mostrerò è carina, sufficientemente elegante, potrebbe essere un sottofondo piacevole, mentre la successiva Pensieri d’autunno è una nenia sudata, così come Il vestito migliore, glorificata da un assolino e una bella base di synth che sul finale stuzzica.
Dimmi se ti basta è una ballatona che sarà pure “alla vecchia maniera”, ma regala qualche bel momento emotivo grazie anche al sapiente inserimento del “bel canto” del flauto traverso di Ilaria Scarico.
Su Fatti d’istanti Dilis si affloscia un poco, ne esce fuori un poppettino cantilenate e privo di guizzi. E d’un tratto mi rendo conto che l’album la sta tirando troppo per le lunghe. 
Che faccio? Vado avanti? Aspetto un attimo.  
La noia inizia in maniera interessante, con le dita che si muovono lente sulla chitarra, batteria viscerale, emotiva, gli arpeggi che salgono e sullo sfondo la voce del cantautore campano che si modula sapientemente in modo classico. Un’altra bella ballata, insomma. Tutto si altera e l’impatto strumentale di Kaos Kafè son cose già sentite, ma almeno permette di smuovere e di ammirare la chitarra di Pietro Di Lietro lanciata verso territori quasi insoliti, isterici, abrasivi, funambolici, fino ad arrivare a Diventiamo cattivi, un gran bel finale, forse il pezzo migliore di tutto il disco.
Bella produzione, ma forse non se ne avvertiva il bisogno.

Clov

giovedì 5 maggio 2011

maRino Gaetano – maRino Gaetano


Etichetta: Noiseville
Genere: cantautorato

Un disco ispirato, dovuto, dedicato a Rino Gaetano, che riprende musica e parole del cantautore crotonese, le sue canzoni più graffianti ed appassionate, stravolgendole e donandole nuova linfa, se vogliamo anche aggiornandole a quelli che sono i nostri giorni, a trent’anni di distanza dalla sua scomparsa.
In questo disco i maRino Gaetano propongono filastrocche dall’attuale ironia, songwriting di denuncia, testi ironici e toccanti, sarcasmo tagliente e a tratti volgare, che a noi piace tantissimo (Alessia Fabiani, Mi sveglio con un vaffanculo, Il vibratore).
Dolci tappeti sonori, dispensatori di intense suggestioni (La terra) si alternano a melodie orecchiabili e carezze acustiche (Il cane lui no) per poi volgere lo sguardo al più semplice e pulsante rock’n’roll (Carnitina benzina).
Mi pare in sostanza un buon lavoro, una sorta di b-side, come se avessero trovato un vecchio quaderno di appunti di Rino Gaetano e l’avessero ritoccato, proponendoci queste nuove versioni dei suoi migliori pezzi, sedici per la precisione, tutte chitarra e voce di Marino Ramingo Giusti, arricchite da echi di piano e pochi altri strumenti, come l’importante chitarra di Fabrizio Bonanno ed i cori di Paola Moreno.
Un bel disco, almeno in quel piccolo grande universo poetico che è la canzone d'autore.

Clov