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giovedì 7 luglio 2011

Amycanbe – The world is round


Etichetta: Open productions
Genere: elettronica, alternative rock

Un disco breve - quattordici minuti - ma densissimo, per un’elettronica melodica che percorre sotterraneamente la colonna vertebrale di pochi brani: cinque per la precisione.
The world is round (nome preso in prestito da una favola della scrittrice e poetessa americana Gertrude Stein) è un campionario di sonorità intriganti e sofisticate, melodie che tessono un tappeto sonoro variopinto e incantevole, dando all'ascoltatore l'idea di fluttuare in spazi immensi.
Suggestioni eteree e metafisiche suggerite dall’apertura di piano di Round and round, per poi poggiarsi sulla liquida e rarefatta Rose is a rose, con un canto in bella evidenza e la minimale, ma estremamente efficace, elettronica.
Le successive Blue mountain e Climbing hanno un senso di avvolgimento e calore che sfiora la perfezione attraverso il canto sinuoso di Francesca Amati che si pone da contraltare rispetto alla struttura, creando un perfetto incrocio tra calore e distacco, fino ad arrivare ad Everywhere, finale liberatorio che piano piano esplode e piano piano si riaddormenta convulsamente.
Un disco con una grande omogeneità, sotto la quale si nascondono soluzioni non facilmente catturabili ad un primo ascolto.
Gustiamoci questo Ep e restiamo in attesa di Mountain whale, nuovo full length di questa band romagnola.

Clov

giovedì 9 giugno 2011

Mathì – Petali ridenti


Etichetta: autoprodotto
Genere: elettroacustica, sperimentale,

Il progetto Mathì nasce a Napoli, ma poco conta la contestualizzazione geografica laddove l’ispirazione pare così tanto legata a una realtà immaginifica o, come dicono loro stessi, quasi “metafisica”. Un approccio poco mediterraneo che mostra più di qualche assonanza con il mondo incantato disegnato dai Sigur Ros. Un approccio, in ogni caso, assecondato da coerenza marmorea e personalità già ampiamente definita, per quanto sfumata.
Solo 4 le tracce in questo ep d’esordio a declinare un rock dalle cadenze soffuse e dilatate (Due lune), cullanti e intrise di sentimento poetico, per così dire (Cuore di fata). Come dei Marlene Kuntz deprivati del sostrato noise e di una certa dose di spocchia, i Mathì si dimostrano capaci di costruire atmosfere sottili ma immediate al tempo stesso, in cui l’ago non smette mai di pendere verso l’“emotività”.
Gusto e misura negli arrangiamenti fanno il resto, col risultato di un lavoro che evidenzia una band già matura e pronta a farsi largo. Senza sgomitare, con dolcezza.

mercoledì 19 gennaio 2011

Fauve! Gegen a rhino - Namegivers' avenue


Etichetta: Tannen records
Genere: sperimentale, elettroacustica

Per una mente liberata dalla schiavitù dei suoni convenzionali e resa ipersensibile al fascino delle minuzie quotidiane, anche i rumori possiedono un soffio vitale, una deità mondana da testimoniare e rispettare.
All’utilizzo di un elettronica più glicth, fatta di frequenze disturbate e suoni in bassa fedeltà, i Fauve! Gegen a rhino accostano rumori freddi e muri di synth, ritmiche che spingono o incalzano lente e potenti. Musica per aeroporti teorizzò qualcuno qualche anno fa, ma questo è un disco che sa di città, di strada, ma anche di piccole stanze dove cercare e trovare pace, dove quello che succede fuori arriva ovattato, filtrato.
Un album ben fatto, contenente tante di quelle cose che hanno bisogno di ripetute dosi di ascolto, magari accompagnate da qualche sostanza allucinogena per riuscire a capirle tutte, messe lì a farsi scoprire ascolto dopo ascolto.
Musica che strizza l’occhio ai grandi vecchi capolavori dei Tasaday, ai più recenti sbalzi di umore musicali di Claudio Rocchetti o i Fannullare (giusto per citarne alcuni a caso), alla faccia di chi dice che questa è musica che si ascolterà tra vent’anni o che nessuno, in Italia, fa ancora questo genere di cose.
Namegivers' Avenue non è quel che si definisce un easy-listening, ma indubbiamente funziona.

Clov