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mercoledì 26 gennaio 2011

William Wilson – Just for you not for all


Etichetta: autoprodotto
Genere: acustico, folk, pop

William Wilson ci regala dieci perle di ottimo folk d’autore, fortemente melodico e avvolgente, un misto tra poeta maledetto ed eleganza e grazia, tra Micah P. Hinson e chansonnier francesi.
Non a caso, per i testi, il cantautore siciliano prende in prestito le poesie di Boris Vian e le liriche beat di Gregory Corso, per un totale di sei tracce dalle linee melodiche semplici che a volte, purtroppo, toccano il picco della noia, e coverizza Incurable dei Piano magic e la favolosa Song to the siren di Buckley padre.
Interamente di William sono le ballate Wonderful Nightmare e Red Iron Man dove la voce viaggia sempre su discreti livelli, tra atmosfere oscure e delicatezze acustiche.
Un album che scorre via senza sussulti, gradevole ma prevedibile, ma che ne attesta comunque l’onestà come artista.

Clov

giovedì 20 gennaio 2011

My foolish heart – Sootiness, sonsy girl


Etichetta: autoprodotto
Genere: folk pop, acustico, country

Ci sono artisti capaci di cantare uno stato d’animo e di rappresentarlo alla perfezione con pochissimo. Caterina Sandri è certamente una di questi. E lo fa semplicemente. Basta concentrarsi sui pochi elementi chiamati in causa per perdere il contatto con tutto il rumore e trovare pace in queste quattro tracce, senza alcun bisogno di forzature, accostando alla chitarra di Stefano Ordazzo, ora un piano, ora un flauto struggente, ora delle leggere percussioni, rispettando strofa e ritornello.
Un Ep, in attesa del disco ufficiale dal titolo provvisorio Dreamy head, composto da due inediti, la felice ispirazione di Sootiness, sonsy girl e la morbida Afternoon's nuisance, e due cover, Let me down easy di Chris Hillmann e Roger McGuinn, e You doo right nientepopodimeno che dei Can.
Genio e capacità espressi in un ottimo disco che vi farà sembrare più vicina la primavera.

Clov

lunedì 18 ottobre 2010

Nicolas Joseph Roncea – News from Belgium


Etichetta: I dischi del minollo
Genere: acustico, indie

A questo punto è evidente che il personaggio è di quelli importanti negli ambiti angusti e spesso claustrofobici del rock underground nostrano. Si parla di Nicolas Roncea, iperattivo talento, membro degli ottimi noisers Fuh e degli Io Monade Stanca, qua all’esordio solista. Patrocina la sempre attenta I Dischi del Minollo.
Chitarra, voce e poco altro sono sufficienti a dar vita ad un disco che è una rivelazione. Scarno, umbratile e fragile come poche cose sentite dalle nostre parti in ambito cantautorato obliquo negli ultimi tempi.
Another word, per citarne una, trasuda emotività, terapeutica quanto un bel pianto. News from Belgium profuma di quanto di meglio ci sia rimasto nell’aria dagli anni 90. E la conclusione di A day/a week mette in tavola carte diverse, un beat up-tempo e un goccio di elettricità.
Stilisticamente lontano dalle band di militanza, Roncea mette in gioco semplicità e intimità col rischio di rimanere scottato. Il risultato è un trionfo su tutta la linea: approccio emotivo e diretto, grandi doti di scrittura e un paio di canzoni che rimarranno nella nostra personale playlist per molto tempo.
Piccolo grande disco.

www.myspace.com/roncea
Carlo aCe Venturini

lunedì 4 ottobre 2010

Linfante - Hecho a mano

Etichetta: Noiseville
Genere: acustico, pop, rock


Quattro soli brani per poco meno di 10 minuti bastano a Linfante per lasciare il segno, quantomeno nella nostra memoria.
Cantautorato incisivo, che pesca con personalità tanto dalla grande tradizione italica (da Rino Gaetano al Lucio Battisti della giocosa e schizofrenica Granello), e con altrettanto riguardo dal presente più ispirato di Perturbazione (Unghie e fossette) e Afterhours.
Disco genuino, graffiante come nell’introduttiva Infame, e allo stesso tempo di una tenerezza sconfinata come nella già citata Unghie e fossette, in bilico tra parodia e melodramma nella conclusiva Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più, merita un encomio ulteriore per la purezza d’intenti. Linfante, infatti, non fa nulla per celare le proprie radici e la propria ispirazione, preferisce mandare avanti le sue piccole grandi canzoni. Lo scudo migliore.

Ace Venturini