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martedì 24 aprile 2012

My secret windows – Law/cut


Etichetta: La rivolta records
Genere: alternative rock

Cosa possono aggiungere al “British” dei primi anni ’90 con qualche richiamo elettronico depechemodiano da indie-band i leccesi My secret windows con questo loro primo disco? Undici tracce di quel pop-rock così classico che non se ne ha mai abbastanza, ritmi concitati e capacità di architettare arrangiamenti complessi, tendenti al barocco.
Quest’opera prima compie lo sporco lavoro di unire energie garage, psichedelia, scale armoniche da musica nera e reiteratività colta, in un miscellone commovente come i discorsi urlati di chi non sa calibrare le proprie emozioni. Da ascoltare assolutamente My sweetie brother, brano che apre con rabbia il disco, Calling of Martha e My dear friend, possibili ulteriori tracce di Hail to the thief (forse troppo). 
Impeto ed immediatezza che fanno star bene: un fangoso concentrato di idee.

sabato 17 dicembre 2011

Rashomon – Andrà tutto bene

Etichetta: Lo scafandro
Genere: punk garage, indie

Arrabbiati come impone la loro carta d’identità, ma anche ironici e scanzonati dove serve, si presentano sull’immaginaria scena indipendente italiana con un disco, il loro primo disco, ben suonato e curato, promettendo davvero bene.
L’album di esordio, al primo ascolto, verrebbe da definirlo come il prodotto dell’ennesima giovane indieband stufa delle sonorità dancefloor tanto in voga in questo momento, e votata al chitarrismo estremo. Ma l’impianto sonoro non è mai banale e l’orecchio viene subito catturato dalla potenza ritmica dei brani. Questo non vuol dire che l’aspetto melodico sia trascurato, anzi, viene esaltato dalle linee vocali e dalla scelta di usare un bellissimo e carnale piano in Black Jesus a metà disco, e sull’intima Vite splendide. Per poi tornare al solito album tirato al massimo, che odora di polvere da sparo e facce sporche, con i pezzi affinati e incastrati alla perfezione, fino al bellissimo blues di Denti storti, un improbabile scontro tra Tom Waits e Captain Beefheart.
I Rashomon (nome preso in prestito da Akira Kurosawa) sono riusciti a impastare, tranne in alcuni sporadici casi, una miscela fresca e divertente di punk e garage rock’n’roll, infilando azzeccati riff risoluti e sfoggiando un’interessante varietà ritmica.

martedì 19 aprile 2011

Vintage violence – Piccoli intrattenimenti musicali


Etichetta: Popolar music
Genere: indie rock

Un gruppo del tutto ordinario, capace di offrire una mezz’ora di onesto e godibile rock’n’roll.
I brani si rivestono di una carrozzeria rutilante di chitarre angolose e sbatacchianti, si rimane intrappolati nelle spire di riff ripetuti senza requie fino alla completa saturazione, con testi dai colori acidi e pungenti (Raiuno, PPP, Fuori dal partito).
Le bariste dell’Arci invece segue una progressione ritmica geometrica e regolare che segue il movimento ipnotico di sagome astratte e multicolori, l’ideale per mettere in azione un flusso di corpi e movimenti sconnessi. E Natale lavavetri è un altro pezzo che ogni bravo Dj “indie” dovrebbe avere nella sua valigetta per una sorta di party estemporaneo senza inizio né fine.
E si va avanti con I pop (cover di Leo Ferrè cantata da Dario Ciffo), Caterina o Il paraculo, ipnotiche e trascinanti canzoni forgiate da una sezione ritmica d'eccezione, ricca di estro e inventiva pur senza minimamente cadere nell'esibizionismo.
Uno sregolato deragliamento di tutti i sensi.

Clov

lunedì 10 gennaio 2011

Benzina – Amo l’umanità


Etichetta: CinicoDisincanto
Genere: indie-rock, alternative

Band partenopea al loro secondo album, i Benzina ci offrono un disco di grande inventiva e, nonostante il cantato in italiano, di opposta tradizione a quella stantia consuetudine sanremese.
Sebbene in alcune canzoni pecchino d'ingenuità, spingendo il noise verso una forma canzone più accessibile al grande pubblico, in altre dimostrano una grande inventiva, sia nella scrittura dei testi che nella composizione delle musiche: Il giusto (che non c’è), che apre il disco, deve non poco ai Csi, mentre Ogni lacrima sembra uscita da un disco degli ultimi Marlene Kuntz.
Nelle altre canzoni i Benzina dimostrano di aver rimescolato benissimo tutte le loro influenze musicali, masticato con rabbia la canzone italiana degli ultimi anni, fino a creare un loro stile originale.
Vere perle d'ironia sono Amo l’umanità e Maledetto tra sperimentazione, rabbia e testi nudi e crudi.
Malinconici, melodici, orecchiabili e ottimamente costruiti, i brani però tendono ad appiattirsi quasi tutte sulla stessa struttura: spiccano senz'altro Credi o l'irresistibilmente adolescenziale Il mio silenzio.
Non certo il disco della svolta, ma per il vero grande passo, in fondo, possiamo aspettare ancora un po'.

Clov

lunedì 3 gennaio 2011

Trivo – Emoterapia

Etichetta: autoprodotto
Genere: indie rock, cantautorato

Quando ho ricevuto la mail di Trivo ho subito pensato: "Cazzo, ecco un altro cantautore con chitarrina acustica sulle spalle, parole dolci che tanto piacciono ai giovani di X-factor o Mtv, accompagnate da melodie di merda". Maledetti pregiudizi, questo disco è fantastico.
Nonostante le 17 tracce, il disco è molto compatto e stimolante, i brani scorrono piacevolmente e non si avverte mai una sensazione di noia o di "già sentito".
Proprio l'ampio numero di canzoni è il punto di forza di Emoterapia. Infatti, in questo grosso calderone ci sguazza piacevolmente un post-grunge duro e incisivo, pieno di distorsioni chitaristiche come in Ratio me fugit, ma anche suoni più ammorbiditi come la ballata Ho un gatto nel cervello o Tu non sei normale in cui si alternano rabbia e melodia. Psichedelia distorta e oltremodo inquietante di Ho bisogno di qualcosa di cui non ho bisogno o Nero, alternati a momenti più energici che prendono la forma di piccole schegge noise-punk, come nel caso della devastante La mia donna è un pagliaccio opulento o dell'incazzatissima Piccola perdita di sostanza polpastrello, per terminare con una commovente Kisstarsky.
Ci puoi trovare quello che preferisci. Ed io, investito da questo turbinare di fatti e di emozioni, mi riascolto ancora una volta Emoterapia.

Clov

domenica 2 gennaio 2011

Marlowe - Fiumedinisi

Etichetta: Seahorse records
Genere: indie rock

Sono siciliani i Marlowe ed hanno alle spalle unaproduzione corposa, fatta di un Ep e altri due album. Non sono di primo pelo dunque, eppure fin qui c'erano sfuggiti. Un peccato si direbbe ascoltando Fiumedinisi, loro quarto lavoro di studio.
Colpa nostra, certo, ma anche di un apparato critico e industriale ormai incapace di operare un filtro credibile tra le innumerevoli uscite discografiche che affollano il nostro mercato. In uno scenario del genere ci sta che qualche innocuo sassolino venga spacciato per pepita e che, viceversa, qualche pietra preziosa rimanga sepolta chissà dove.
Artefici di un rock cantautorale scuro e crepuscolare, i Marlowe sono una band di valore. Lo dimostrano un sound fortemente espressivo che coniuga tinte noir, bordate noise e liquide chitarre shoegaze, con un cantato in lingua madre portatore della migliore tradizione nostrana (si senta la meraviglia "battistiana" di 2 Maggio).
Pensate a dei Marlene Kuntz privati di spocchia, o degli Ulan Bator con sensibilità mediterranea. Non siamo troppo lontani.
Elegante senza essere algido, Fiumedinisi è un lavoro di carezzevole ipnosi, ben scritto, ottimamente arrangiato, testimone di una band matura che conosce i propri mezzi.
Per quanto ci riguarda e per quello che serve, facciamo ammenda di averli fin qui ignorati.

domenica 26 dicembre 2010

Aedi – Aedi met Heidi

Etichetta: Seahorse records
Genere: indie-rock, alternative  

Difficilmente se non si ha alle spalle l’ascolto di almeno un paio di dischi di Bjork e qualcosina delle Cocorosie, si riuscirà ad andare oltre la terza traccia di questo Aedi met Heidi. Infatti, l’evocativa voce di Celeste Carboni potrebbe sembrare pletorica, pesante o ripetitiva per i 40 minuti di questo disco. Ma a noi ste voci capaci di trastullarsi dolcemente prima di improvvise escursioni di registro, ci piacciono eccome.
Il modus operandi degli Aedi è la ricercatezza musicale e questa strana formula di pop, in bilico tra tradizioni rock classiche e avanguardia, capace di appassionare al contempo gli abituè delle discoteche “alternative” ed i cultori dell’indie-rock.
Merito di brani sempre potenti e immaginifici, sensuali e ammalianti fin dalle prime note.
Ascoltare per credere la filastrocca iniziale di Easy easy tale, l’upbeat di She is happy (bellissimo il video ad opera di Marco Modafferi, Francesco Tortorella e Davide Marchi) la soffice Peter and Clara o la ballata sinuosa di Heidi.
Un disco a suo agio sui più svariati versanti musicali.

Clov

giovedì 4 novembre 2010

Ulan Bator - Tohu-Bohu


Etichetta: Acid cobra records
Genere: indie, rock, noise

In una carriera lunga quasi 15 anni è normale, o meglio dire naturale, che il suono di una band possa cambiare, ed in questa caso, fortunatamente, non è mutato seguendo le mode lastminute da MTV, purtroppo molto presenti anche nell’ambiente indie.
Gli Ulan bator continuano sulla loro strada, con una nuova line-up attiva da quasi due anni e sempre capitanata dall’ingombrante e geniale figura di Amaury Cambuzat, che porta avanti la sua creatura non accettando compromessi.
Esperimenti costruiti attorno ad una ritmica ossessiva e reiterata che sono tela bianca per una chitarra che improvvisa acida e naif, per una voce capace di evocare la claustrofobia e la follia. C’è l’avant-rock, la no-wave, il noise, lo shoegaze più marcio che potete immaginare, tutto in un impasto sonoro in cui emergono canzoni come le tiratissime Missy & the saviour e Tohu-bohu, o quelle melopee a piene voci che sono Mister perfect, Ding dingue dong e Donne.

Clov

lunedì 18 ottobre 2010

Nicolas Joseph Roncea – News from Belgium


Etichetta: I dischi del minollo
Genere: acustico, indie

A questo punto è evidente che il personaggio è di quelli importanti negli ambiti angusti e spesso claustrofobici del rock underground nostrano. Si parla di Nicolas Roncea, iperattivo talento, membro degli ottimi noisers Fuh e degli Io Monade Stanca, qua all’esordio solista. Patrocina la sempre attenta I Dischi del Minollo.
Chitarra, voce e poco altro sono sufficienti a dar vita ad un disco che è una rivelazione. Scarno, umbratile e fragile come poche cose sentite dalle nostre parti in ambito cantautorato obliquo negli ultimi tempi.
Another word, per citarne una, trasuda emotività, terapeutica quanto un bel pianto. News from Belgium profuma di quanto di meglio ci sia rimasto nell’aria dagli anni 90. E la conclusione di A day/a week mette in tavola carte diverse, un beat up-tempo e un goccio di elettricità.
Stilisticamente lontano dalle band di militanza, Roncea mette in gioco semplicità e intimità col rischio di rimanere scottato. Il risultato è un trionfo su tutta la linea: approccio emotivo e diretto, grandi doti di scrittura e un paio di canzoni che rimarranno nella nostra personale playlist per molto tempo.
Piccolo grande disco.

www.myspace.com/roncea
Carlo aCe Venturini