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lunedì 22 ottobre 2018

Valente - Il blu di ieri

Etichetta: Dischi Soviet Studio
Genere: new wave

Fosse stato un disco di David Bowie, Il blu di ieri si sarebbe potuto piazzare, per continuità musicale, tra Reality e The next day a colmare quei 10 anni di vuoto lasciati dal Duca Bianco.
Valente crea così un disco ragionato, attraente, con il giusto mix di testi e melodie, con pezzi dal sapore puramente commerciale e altri più tirati e maturi. 
Un lavoro in cui non sembra esserci un brano musicale predominante, anzi, l’intera produzione scorre piacevolmente tra ritornelli azzeccati, sospensioni, ripartenze emotive. 
Per tutti gli amanti della new wave, Il blu di ieri è un’entità sonora senza paragoni.


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martedì 25 ottobre 2016

Diaframma - Siberia reloaded 2016

Etichetta: Diaframma records
Genere: wave italiana

Un paio di estati fa ho visto per la prima volta i Diaframma. Anzi, li ho ascoltati per la prima volta essendo uno di quei gruppi che so che esistono e son li da qualche parte nel mondo ma non mi hanno mai incuriosito abbastanza da iniziare un serio ascolto.
Ho chiesto al mio coinquilino di consigliarmi un disco per conoscerli:
"Del primo periodo post-punk se la giocano Siberia e Boxe, del periodo successivo, in cui faceva tutto Fiumani, In perfetta solitudine". Ottimo.
Per avere un secondo parere ho chiesto ad un altro amico che sarebbe venuto con noi quella sera al concerto:
"Foggià, che mi posso sentire di questi che non mi faccia passare la voglia di uscire stasera?". 
"I primi, quelli dark, fanno cagare abbastanza. Anni luce, quello mi piace".
Lapidari ed efficaci entrambi, mi piace quando non vanno d'accordo.
Solita cena a casa con poco cibo e molto alcol, con i pochi soldi a disposizione bisogna fare delle scelte nella vita, e andiamo ai giardini. Il concerto non era ancora comunciato ma già notiamo la grande affluenza di ragazze. L'avessi saputo prima sarei stato un grande fan dei fiorentini, è uno di quei gruppi che attira un sacco di ragazze che magari sperano in un sogno nel cuore e sperma nell'occhio, di esser presentate al peluche di Fiumani, o semplicemente perchè non capiscono un cazzo e sono le stesse che poi son li a sbracciarsi ai concerti de Lo Stato Sociale.
Una volta accompagnai un'amica ad un concerto de LoSS, passai la serata al bar ad ubriacarmi e tentare di strapparmi le orecchie a morsi. Col sinistro c'ero quasi riuscito grazie ad un sofisticato sistema di leve e lattine di birra vuote. Poi ho scoperto farmaci ototossici (streptomicina ed eritromicina) ed ho iniziato a farmi di quelli.
Torniamo a noi, i Diaframma iniziano a suonare, la gente ondeggia, qualcuno canta ed io li odio, i volumi sono troppo bassi e continuo a sentire la gente cantare. Un concerto discreto, come da aspettativa. Fiumani aveva una bella camicia.
Questa è stata la scusa che ho usato per approcciare la fighetta hypster al mio fianco che non s'è fatta sfuggire le chiazze di vino sulla mia t-shirt dei Fugazi e le chiazze di sudore (era Luglio cosa vi aspettavate, i fiori?!). Inaspettatamente o la storia della camicia tiene botta, o sono estremamente affascinante, o semplicemente si stava cacando il cazzo e aveva deciso di continuare a parlare con questo fracido relitto subumano.
"Anche a te piace il prog, ma dai, e perchè ti vesti come una cretina?"
A queste parole, mentre i Diaframma intonavano Amsterdam, è partito il limone.
In quel momento Fiumani è diventato il mio eroe.

Purtroppo dagli eroi ci si aspetta che abbiano sempre le loro belle mani ben serrate sul gran culo della Musa e siano sempre in grado di riconfermarsi eroi producendo roba che riesca a spiazzarci ogni volta. Qualcuno disse che l'ovvietà più grande della vita è che sostanzialmente si tratta di un processo di delusioni consecutive. Come l'inutilità di queste reincisioni del loro miglior prodotto e anche, diciamolo, uno dei migliori prodotti della wave italiana. E così, da adoratori degli eroi, dobbiamo adattarci e abbandonarci all'idea di perdita di valore del proprio eroe, costretto ad umilianti compromessi rispetto ai propri obiettivi e al semplice buonsenso.
Peccato perchè, come studiato alla "Magna università di critici rock" indirizzo "maledetta Garrincha stai distruggendo il rock'n'roll", Fiumani è (era?) in grado di elaborare vere e proprie "poesie pop".
Peccato, perchè a me Siberia piace un sacco, ancora saltello col punk di Sesso e violenza, la bellissima I giorni dell'ira dell'omonimo album del 2002, o ancora Entropia (Niente di serio, 2012), Io sto con te (ma amo un'altra) e gli inserti strumentali di Maroccolo sono qualcosa di superiore, un gran disco a parte.
Vabbè, Fiumani, eri un eroe, cosa volevi fare con questo lavoro, farmi ricadere nel vortice della streptomicina? Ancora più donne ai tuoi concerti?
Insaziabile sborone.
Però hai delle bellissime camicie.

giovedì 17 febbraio 2011

Owls – The night stays


Etichetta: RareNoise records
Genere: new wave, post punk, elettronica

L'incredibile connubio di elettronica dalle atmosfere fumose, arpeggi concentrati e schietti di chitarra e di una voce sofferta, dà vita ad una serie di pezzi permeati da climi ipnotici, corposità monolitiche del suono, inquietudine urbana.
The night stays è un caleidoscopio di stili e musiche derivanti dalla new wave, estremamente sfaccettato e ricco di spunti.
La title track è una meravigliosa suite lunare, Come back è ossessiva e sfibrante, Idiot’s waltz è una cavalcata elettrica dalle cadenze blues, mentre I am conduce l'ascoltatore lungo un sentiero tortuoso. La voce di Tony Wakeford può considerarsi una variante "sofisticata" del recitato perverso di Lou Reed e l’elettronica di Bernocchi e Fornasari è una splendida impennata pseudo-musicale, sempre perfettamente in bilico tra sequenze concrete e disastrosi rumori.
Sono folgorazioni di un rock vibrante e lirico, che sa trasmettere al contempo scosse di nevrosi e un senso di rassegnata desolazione.

Clov

venerdì 31 dicembre 2010

Il Cristo fluorescente - Brave new world (modern music for human derelicts)

Etichetta: Politicide, Second family, Kreatonika
Genere: elettronica, post punk, new wave

Pensate a questo disco de Il Cristo fluorescente come una piñata messicana: la rompete e ne viene fuori di tutto, dall'elettronica claustrofobica al new wave, dal post punk alla musica concreta. E che ci crediate o meno, questa fiera di generi viene manipolata a dovere, sfilacciata, e tra synth, bassi, chitarre, noise puro, loop, trombe e "tanta robba", finisce per offrire all'orecchio una formula aliena, bellissima. Ed il caro Cristo fa tutto da solo, o quasi.
C'è sotto un tormento isterico che sembra destinato ad esplodere da un momento all'altro, come se le canzoni fossero sul punto di dare di matto.
Se uno gli da troppo ascolo e fiducia, continuando ad immergersi in questa purea di basi minimali e voci raddoppiate, finisce che entra nel tunnel in cui abita l'immaginario (malato) del Cristo fluiorescente e, alla lunga, si convince che abbia ragione lui: sperimentazione o rincitrullimento? Ai passeri l'ardua semenza.

Clov

mercoledì 8 dicembre 2010

Madame lingerie – D’amore, soldi e vendetta

Etichetta: autoprodotto
Genere: new wave, rock, alternative

Un disco che prende le mosse da oscurità wave, sferzate chitarristiche, ritmiche post punk e galleggia in bilico tra presente e passato, più o meno recente, come fossero figli inattesi di Interpol e Teatro degli orrori.
Si parte con l’assalto massiccio e nichilista di Più niente, che mette in campo nel modo più efficace le qualità della band romana. Da qui alla fine non si raggiungono più tali vertici di urgente emotività. E sì che se così non fosse, si parlerebbe di esordio folgorante, in barba alla evidenza dei modelli di riferimento.
Rimane senz’altro un buon disco, sia chiaro. Si elevano le chitarre sorprendentemente shoegaze di Hollywood e l’orecchiabilità elegante di Disco inverno, si sente altrove la carenza di soluzioni minimamente eterogenee.
È impossibile non soffermarsi sulla vocalità smaccatamente alla Capovilla, più croce che delizia di un disco che forse avrebbe richiesto altro, al fine di evidenziare una personalità che stavolta rimane un po’ celata sottotraccia.
Strepitoso l’artwork, a guisa di necessaire da barbiere.


Carlo aCe Venturini