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martedì 15 novembre 2016

Fulvio Bozzetta - Metabolismo lento

Etichetta: Lademoto records
Genere: jazz, pop, cantautore 

Un giovanissimo Paolo Conte…ah no, mi sa che questo non è l’inizio ideale per questa recensione. 
Ricominciamo. 
Se Paolo Conte fosse vivo…aspè, è ancora vivo?!
Niente da fare. 
Allora, alla giovane età di 67 anni Fulvio Bozzetta sforna questo bellissimo e personalissimo disco d’esordio che sa di giradischi e puntine stridenti, eleganti parti musicali, nonsense e storie di vita che ci conducono, strato su strato, in un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio.
Basta lasciar scorrere le dodici tracce dell’album per cogliere l’ispirazione felice di Metabolismo lento, un’ironia compositiva sottile (Il diritto e il rovescio, Il diavolo e suor Angelica che mi ha riportato alla mente la bellissima La mela di Odessa dei sempreverdi e mai troppo osannati Area, con le dovute differenze però), ritmi gustosi e vivaci (Canzone per me, Bella pesciolina, Cazzi vostri), suoni e melodie di sempre conditi da sapori inediti (Claudine).
Un ottimo esordio. Speriamo non attenda altri 67 anni per un altro disco.

lunedì 27 maggio 2013

Los Bucìas – Non solo i carciofi hanno un cuore


Non solo i carciofi hanno un cuore” dei Los Bucìas è il primo singolo estratto da “Strap!”, in uscita il prossimo settembre.
Un mix tra i peggio vestiti di Ian Anderson, i baffi di Frank Zappa, i cappelli di Captain Beefheart e lo charme di Lando Fiorini. Con la partecipazione straordinaria di Bruno Pizzul.

i Los Bucìas sono:
Fabrizio “Rufus” Rufo: chitarra acustica, chitarra elettrica, rumorini
Daniele “Bucìa” De Angelis: flauto traverso, voce, chipmunks
Simone “Buccisconi” Bucci: batteria, percussioni, rumorini, snaps
Simone “il Cristo Fluorescente” Greco: basso, voce, messaggi subliminali

Lasciate che la vostra curiosità venga travolta da questi 5 minuti di pregiata fattura, prendetevi un paio di secondi dopo l’ascolto mentre una specie di stordimento vi invade le membra, il disorientamento che si può avvertire uscendo all’aria aperta dopo un lungo periodo di reclusione in una cella buia, liberazione al di là di ogni speranza, e poi fatevi pervadere dall’ansia dell’attesa ed il desiderio di scoprire il resto di “Strap!”.



martedì 12 giugno 2012

Mole – What’s the meaning?


Etichetta: RareNoise records
Genere: modern jazz

È da un po’ di tempo che l’etichetta di Eraldo Bernocchi e Giacomo Bruzzo ci sta abituando ad un tipo di musica “ricercata” con un insieme di artisti che spaziano dall’elettronica e l’ambient all’indierock, dalla dub alla drum'n bass.
Ora è la volta dei Mole, ennesima “superband” che gioca con la maglia della RareNoise records, composta dal pianista messicano Mark Aanderud (è quello che suona le parti di piano in Octahedron dei The Mars Volta), il batterista Hernan Hecht (Junk mail, Brainkiller), il chitarrista David Gilmore e Jorge “Luri” Molina al basso, per un quartetto di matrice jazz moderna.
Sono soprattutto gli elementi di solismo di Aanderud a guidare e mettere in sintonia il resto della band, dando un contributo decisivo a far decollare la musica del quartetto verso un’intensità ed un’originalità di espressione decisamente non comuni. Otto tracce di buon virtuosismo, a volte eccessivo (vedi le lunghe PB e Trees and the old new ones) a volte necessario (Stones, What’s the meaning?, Greenland), per più di un’ora di musica che non mancherà di interessare i cultori del genere.

venerdì 16 marzo 2012

Lorenzo Feliciati – Frequent flyer


Etichetta: Rarenoise records
Genere: jazz

Musicista  versatile e incredibilmente creativo che qui collabora insieme a prestigiosi ospiti internazionali, tutti rapiti dal fascino del suo sound suggestivo e sgangherato, tra jazz avanguardistico e scontro di elementi prog.
Tanto per fare qualche nome, ci sono Pat Mastelotto, batterista dei King Crimson, di cui Feliciati propone una stupenda cover (Thela hun ginjeet), Cuong  Vu cantante e trombettista vietnamita, Dj Skizo e ancora grandi esponenti del jazz italiano come Pier Paolo Ferroni, Stefano Bagnoli, Aidan Zammit e molti altri.
Feliciati rivela nel suo stile una personalità davvero spiccata: all’occorrenza improvvisatore sciolto, il bassista evidenzia anche una vena allucinata di maniera e gran fascino, utilizzando in maniera pertinente tutti gli strumenti a cui si alterna (basso, chitarra e tastiera).
Gli arrangiamenti e l’ascolto dell’intero disco non sono sempre semplicissimi, se non avete mai ascoltato Jaco Pastorius, ad esempio, non avvicinatevi nemmeno a questo disco. In caso contrario la lucidità del fraseggio, l’eleganza e la limpidezza del sound, non potranno che stupirvi.

domenica 13 marzo 2011

Giorgio Li Calzi – Organum


Etichetta: Fonosintesi
Genere: new jazz

Il sound prodotto da Giorgio Li Calzi e company travalica il concetto di jazz che si rivela limitativo nel loro caso.
Da un lato troviamo un certo “decostruttivismo” dello storico genere e di artisti come Coltrane, Davis o Gene Ammons, con brani come Orinonauta, l’oppiacea Eyes wide open (con la talentuosa Hayley Alker) e l’informale 24h psychosis; dall’altro iniettano nella matrice nera del jazz, alcolizzati ed onirici umori esistenziali di bianchi alla deriva, mutandone la forma per fatale inerzia e trasfigurando le trame originarie (Poesia in forma di prosa, Madonna delle lamiere).
Giorgio Li Calzi, al suo ottavo lavoro, rinuncia a deflagrazioni soniche ed urgenza ritmica, per dar vita ad un new jazz decelerato ed inquietante in cui sono gli obliqui téte-a-téte della sua tromba con le chitarre di Roberto Cecchetto e Matteo Salvadori, e le varie voci che si alternano in questo disco, a farla da padrone.
Per innovatività e bellezza resta uno dei più bei dischi di new jazz dell’anno. Imprevedibile.

Clov