lunedì 4 ottobre 2010

Trenincorsa - Verso casa

Etichetta: Toast records
Genere: folk, rock

Prendete le suggestioni del folk d'Irlanda, mischiatele a sapori lombardi, allegria e chitarre suonate in strada ed avrete i Trenincorsa. Verso casa, il loro quarto lavoro, è un album gustoso e vivace che ha il suo punto di forza nella presenza di notevoli nomi (Erriquez della Bandabardò o Davide Van De Sfroos per citarne due a caso). Un gruppo per ballare e divertirsi in piazza, capace di spaziare con grazia dal combat folk al reggae, dal pop allo ska, offrendo di brano in brano, sia musicalmente che con testi sempre venati da una piacevole sottile ironia, situazioni diverse e sempre convincenti.
Nonostante ciò, la troppa somiglianza con band più note come The Gang, Modena city ramblers, Nomadi e Guccini, è deleteria per la resa musicale finale che finisce per diventare troppo “già sentita”.
Un disco che non dispiacerà agli amanti del genere.

Clov

The Formazione - Oh mio dio

Etichetta: Autoprodotto
Genere: hardcore, garage

Primo demo per i friulani The Formazione (colta la trovata linguistica che sta nel nome?) all’insegna di un hardcore spesso prigioniero di venature crossover ancora  troppo convenzionale.
Sebbene a tratti paia di percepire una spinta a superare la perigliosa deriva crossover e il suo inevitabile pantano adolescenziale (la più elaborata Satanà), in larga parte la band di Pordenone pare girare un po’ su se stessa, ancora incerta se virare verso maggiori concessioni al punk melodico o invece estremizzare il lato violento e paranoide della loro musica.
La nostra speranza è che si opti per quest’ultima ipotesi.  Per adesso siamo a mezza via.
Apprezzabile la volontà di cantare in italiano come mezzo per aggiungere forza al messaggio, i The Formazione hanno tutto il tempo per raddrizzare la mira. Senza ricorrere a munizioni a salve, si spera!

Ace Venturini


Parched - Arc

Etichetta: Rarenoise records
genere: downtempo, ambient

Il disco d’esordio dei Parched (Eraldo Bernocchi e Davide Tiso) è musica molto personale, quasi cinematografica. La sensazione, infatti, è che ogni loro brano sia la colonna sonora di un film immaginario, la cui sceneggiatura è caricata di emozioni sonore inquietanti e sensuali, slabbrate eruzioni noise.
Un album ipnotico con giri lenti e dondolanti di chitarra, accompagnata da qualche sporadico colpo sui piatti, quiete lisergica in brani suonati in maniera rilassata che ci regalano un finale psichedelico.
Man mano che le tracce del disco avanzano, con la corposità del suono, si da spazio a elementi più ariosi, che portano alla mente spazi sconfinati ed un sole rovente che picchia sulla testa.
E' la chitarra a trascinarsi dietro tutta la loro musica. Chitarra ora tagliente, ora soffusa, capace tanto di esplosioni punk che di implosioni post-rock, schegge di vita metropolitana, condotte sempre sull'orlo del baratro.

Clov

One way ticket - Ora et implora

Etichetta: Otium records
genere: rock, pop

Questo gruppo è stato selezionato (come gli Scarlatti Garage recensiti precedentemente, vedi Jesusmile N_6) dal programma di radio2 "L'acchiappatalenti" quindi abbiamo capito di che genere si tratta: una panzana travestita da panacea.
Si...Comunque basta produrre (e mandarci) cd di gruppi sfornati da questo programma, questo commerciale-pop-successo-da-spiaggia-ballabile che si inserisce nel calderone bollente "indie-rock" che può solo essere ascoltabile (volendo) a livello strumentale. Infatti, la voce è la parte più camaleontica: nelle varie tracce possiamo trovare Bugo, i Negramaro e persino Cristiano Godano!
Questa cosa è divertentissima e rende questo cd uno spettacolo!
  

Valentina “Decerebrata” Maraglino

Meditronica

Etichetta: Rarenoise records
Genere: elettronica, dub

Il progetto “meditronica”, figlio di Ashtech e Polcari, produce questo lungo cd di atmosfere etnodub realizzato con suoni modernissimi e molto curati. Il lavoro, nato sotto l'ala della label RareNoise Records, si sviluppa tra giri di basso profondi e batterie elettroniche sormontate da suoni e suonino sintetici, che riescono a creare morbide atmosfere da viaggio. Sin dal titolo si comprende l'intento degli autori: mischiare dub/elettronica e musica etnica cercando (e trovando) nei ritmi il mezzo adatte a tale scopo, anche se si ritrovano momenti più metropolitani e space (The Third Planet). In generale non è un lavoro originalissimo e neanche molto vario al suo interno. Tuttavia non mancano spunti davvero interessanti, soprattutto al livello della ricerca sonora. La traccia migliore del disco è, a mio parere, Azimut Navigation, l'unica che effettivamente non manchi di trasmettere una sensazione di contatto tra musica etnica ed elettronica attraverso un arrangiamento piuttosto originale e l'utilizzo di campioni acustici di percussioni. Aspetto con ansia il prossimo prodotto confidando in una varietà stilistica maggiore.

Alex Lobozomovic

Linfante - Hecho a mano

Etichetta: Noiseville
Genere: acustico, pop, rock


Quattro soli brani per poco meno di 10 minuti bastano a Linfante per lasciare il segno, quantomeno nella nostra memoria.
Cantautorato incisivo, che pesca con personalità tanto dalla grande tradizione italica (da Rino Gaetano al Lucio Battisti della giocosa e schizofrenica Granello), e con altrettanto riguardo dal presente più ispirato di Perturbazione (Unghie e fossette) e Afterhours.
Disco genuino, graffiante come nell’introduttiva Infame, e allo stesso tempo di una tenerezza sconfinata come nella già citata Unghie e fossette, in bilico tra parodia e melodramma nella conclusiva Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più, merita un encomio ulteriore per la purezza d’intenti. Linfante, infatti, non fa nulla per celare le proprie radici e la propria ispirazione, preferisce mandare avanti le sue piccole grandi canzoni. Lo scudo migliore.

Ace Venturini