sabato 15 novembre 2014

Polar for the masses - #unagiornatadimerda

Etichetta: Tirreno records
Genere: punk rock 

I Polar for the masses con la loro musica riescono a regalare emozioni forti, suoni trascinanti, noise-rock di alta qualità. Simone Pass (chitarra, voce), Alessandro Lupatin (batteria) e Davide Dalla Pria (basso, voce) giungono cosi al loro quinto disco: serie ossessiva di riff di chitarra ed urla malsane sorrette da bassi cattivi e martellanti.
Il tutto si mescola in un rock divertente ma non banale né superficiale, in grado di affrontare con la stessa naturalezza le piccole questioni della vita quotidiana ed i grandi dubbi esistenziali. Istinto e ironia, malinconia e spensieratezza, melodia pop e velocità punk, dove tutto converge in un sound regolare e ripetitivo. Forse questa l’unica pecca del disco, pezzi che proseguono sempre sulla stessa azzeccata linea ma che purtroppo, alla lunga, diventano meccanici, prevedibili.

giovedì 16 ottobre 2014

Obake - Mutations

Etichetta: RareNoise records
Genere: grind core, metal

Grind core brusco e diretto, rock brutale come una fastidiosa risposta.
Dopo due anni dal precedente lavoro tornano gli Obake, creazione musicale di Eraldo Bernocchi (Sigillum S), accompagnato da Lorenzo Esposito Fornasari (Owls), Colin Edwin (Porcupine tree) e Balazs Pandi (Zu, Merzbow), dando vita a Mutations: sviscerati rumori, energia metal, ambient distorto ed abrasivo.
Non è un album facile, da amare al primo ascolto, più adatto a scoppiati nevrotici che a gente “normale”, ma ha in sé una bellezza e spontaneità disarmante come un pugno al fegato, con interessanti tessiture strumentali dalle tonalità cupe ed aggressive, a volte solenni, a volte spettrali, a volte drammatiche, a volte marziali.
Un piccolo assaggia vi metterà subito fame.

domenica 12 ottobre 2014

Universal sex arena - Romancitysm

Etichetta: La Tempesta
Genere: punk rock, funk 

Un concept album sulla città, entità femminile che genera vita e racconta i suoi processi, meccanismi, sistemi: così si ripropongono al loro pubblico gli Universal sex arena, formazione veneta dalle sonorità indefinite. 
Le sette tracce che compongono questo intrigante album, offrono durezza rock, ispirato cantautorato, psichedelia, punk e groove funk espresso con seducente perversione.
Un lavoro con degli spunti interessanti: il ritmo solenne dei 9 minuti di Breathe the light, la metrica sciolta delle liriche che si interseca perfettamente con la melodia strumentale di The legendary healer, l’emotivamente coinvolgente Sudden donna solo per fare qualche esempio, compongono un disco destinato ad accompagnare l’ascoltatore in un ascolto intenso e appassionato.

 Clov

domenica 10 agosto 2014

Linfante - Non mi piace niente

Etichetta: Sinusite records
Genere: cantautorato, folk

L'altro giorno stavo andando a mare con mio fratello, ascoltando in macchina il disco di Linfante. 
"Carino, mi dice, chi è?"
"E' un cantautore italiano che ho conosciuto qualche anno fa".
"Ah bello, però non so, sti cantautori italiani mi sembrano sempre tutti come Dente o Brunori coso".
Ho accostato, l'ho fatto scendere e sono ripartito continuando a parlare da solo.
Ma no, Linfante è più un chitarrista tecnico e contemporaneamente emozionale, una sorta di mix tra Johnny Hobo ed i film di Altman, un cantautore che non nasconde nulla e non si nasconde dietro nessun artificio.
Con la sola chitarra e la sua graffiante voce urla, singhiozza, ti accarezza e ti scortica. Una voce che, alla lunga, conquista. Ed è in quel momento che scompare ogni divisione tra chi canta e chi ascolta, siamo tutti li a vedere e sentire Linfante e le sue storie, tra lo scalpore e l'incanto.
Che altro dire?

P.S.: si, sono tornato indietro a recuperare mio fratello.

www.stefanolinfante.wordpress.com

lunedì 3 marzo 2014

Free Nelson MandoomJazz - The Shape Of DoomJazz To Come + Saxophone Giganticus

Etichetta: Rarenoise Rec
Genere: Doomjazz

Free Nelson Mandoom Jazz è più che un gruppo, più che delle macchine: è un arma lenta e infernale. Trio composto da Rebecca Sneddon al Sax, Colin Steward al basso enormemente “fuzzato” e Paul Archibald alla batteria, i FNMJ propongono una mitica combinazione strumentale, distillando un suono tanto nuovo quanto classico, dove si urtano doom, jazz e be bop.
Gruppo di musicisti accurati, gli scozzesi si applicano a non trascrivere unicamente il free-jazz di Ornette Coleman o Sonny Rollins (giusto per chiamare in causa i due “album citazione”, The Shape Of Jazz To Come e Saxophone Colossus dai quali traggono i nomi questi due Ep), ma a donargli più aria, a renderlo più epico, a creare allucinate sonorità notturne.
Il 2014 sarà l’anno in cui ciascuno di noi potrà ascoltare questo album a volumi eccessivi nella propria auto. O almeno questo è quello che farò io.

giovedì 20 febbraio 2014

Soundsick – Atonishment

Etichetta: Seahorse Recordings
Genere: progressive, metal
 
I Soundsick sono un trio fabrianese che sta facendo colare un bel po’ d’inchiostro per un progetto indipendente da poco entrato nella scuderia della Seahorse recordings.
Progressive indubbiamente e noise hardcore forse anche, Atonishment (loro primo album) si annuncia come un Ufo che volteggerà nelle nostre teste per molto tempo. Mai a corto di idee, i Soundsick si sono chiusi nell’Indie Factory Studio di Sassari per scolpire il loro materiale sonoro grezzo con l’idea di decuplicare l’intensità della loro proposta.
Bilancio: una sintesi di grossi riff agghiaccianti, bassi abrasivi e vocalizzi (leggi “urla”) fantasmagorici, ritmiche dure ed essenziali.
Voilà la linfa che anima e animerà sempre (io ci spero) Ilario Onibokun (voce, chitarra, percussioni), Alexander Onibokun (batteria, percussioni, chitarra) e Valentino Teodori (basso).
I Soundsick sperimentano, tentano a fondo, ma il tutto in maniera semplice ed evidente. Senza concessioni.