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martedì 27 ottobre 2015

Yes daddy yes - Go bananas

Etichetta: autoprodotto
Genere: indie 

A tre anni di distanza dal precedente Senza religione (Urtovox rec) la band campana torna con Go bananas, un disco autoprodotto, cantato questa volta in inglese, una miscela tra indie americano e pop inglese che continua il loro precedente lavoro di sviluppo dell’amore per le melodie orecchiabili.
Alcuni pezzi come Noah, Sermonize e Leave ‘em risplendono come vere gemme negli arrangiamenti lineari ma efficaci, nelle liriche ispirate mentre certe canzoni potrebbero risultare pedanti (Inner freak, Between mind and body o la cover di Imagine che non regge neppure lontanamente il paragone, quella è una canzone che sta in piedi soprattutto per il lavoro di cesello sonoro dovuto al genio di Lennon).
Il resto dei brani sta nel mezzo, spingendo verso uno o l’altro degli estremi, a seconda del gusto di chi ascolta, direi.
Un album interlocutorio.

lunedì 13 febbraio 2012

L’amo - Di Primavera in primavera

Etichetta: Fallodischi, To lose la track
Genere: power pop

L’amo sono il superamento di tutte le asprezze hardcore verso un suono più riflessivo, formale e pittorico. I brani sono essenziali, a volte violenti, nichilisti e rabbiosi, a volte sbattono contro soluzioni strumentali o travate armoniche del tutto equivoche ma deliziosamente stranianti.
La varia ed eclettica Dura la vita del superdotato si affianca a Quello che in cui il trio partenopeo violenta gli strumenti come un bambino maltratta un flipper. Testi geniali ma ordinari li ritroviamo in Mario Orsini va in città che sembra uscita da un racconto di Carver, mentre Dale Cooper, sei un feeesso! è pura, ironica, verità.
Il gruppo comunque è talmente superficiale che viene quasi voglia di fidarsi e prenderlo sul serio, un canto estremo, tra il punk più feroce al pop più demenziale, riff veloci e ossessionati ma inoffensivi e deboli. Ovviamente a questi ragazzi dobbiamo lasciare il tempo di sviluppare liberamente e in santa pace le loro nevrosi e perversioni creative per comporre più canzoni sorprendentemente brillanti e dall'ironia per una volta riuscita come Sembrava facile e la finale Sulla svirilizzazione di Quagliarella.
Un disco che prosegue con numeri di power-pop impiastricciato da pestifere bombolette punk, tic nervosi e movenze lunatiche e scomposte, a tratti francamente irritanti. Non chiedete a questa musica di spiegarvi o cambiarvi la vita e forse inizierete a divertirvi dopo qualche ascolto.

www.fallodischi.blogspot.com