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mercoledì 1 dicembre 2010

Le singe blanc – Babylon


Etichetta: Whosbrain records, Bar la muerte, La face cachèe
Genere: noise-funk, sperimentale

Ritornano con Babylon i francesi Le singe blanc, successore dello strabiliante Bai-ho, disco a mio avviso della maturità corredato da un DVD/Rockumentario del tour in China. Da quel disco Le singe blanc hanno continuato a suonare incessantemente in giro per l’Europa e sono tornati in China insieme agli amici Don Vito. Adesso pubblicano Babylon, con un artwork che ricorda un menù di un kebab-shop con tanto di pezzi di verdura a macchiare il tutto!
Un disco tutto da scoprire che segue le orme del suo predecessore dal punto di vista stilistico, accentuandone a mio avviso la dimensione strumentale. Incastri dei due bassi, drumming originalissimo, passaggi funk alternati a tempeste noise improvvise. Il  finale mozzafiato in Ouzfat, il beffardo incedere in Tapadi e il bislacco maelstrom della finale Mambossa, sono solo una piccola dimostrazione dell’ecletticità e dello spirito  di decostruzione della band francese. Le voci si rincorrono sempre meno comprensibili e si infrangono nella struttura sempre degenerata dei brani.
Un grandissimo disco, soprattutto per chi cerca approcci imprevisti, repentini cambi di umore, scenari inquieti, non sense e genialità.

martedì 30 novembre 2010

Le singe blanc – By


Etichetta: Whosbrain records, Bar la muerte, La face cachèe
Genere: noise-funk, sperimentale

Dopo 10 anni di attività, commemorati da una 3 giorni di feste e concerti quest’estate a Metz, città base di Le singe blanc, viene pubblicato By, album tributo all’interno del quale una serie di band amiche del panorama noise europeo e non solo, si cimentano con brani storici del terzetto francese.
L’operazione è a dir poco esaltante e ne danno testimonianza la prova dei Pneu, che brutalizzano (se mai fosse necessario) Daubeschmaltoòo, gli eclettici Dure Mere in una fantastica versione di Bouillondchie, i nostrani OvO che reinterpretano una versione cruda e industriale di Yangshuo, e i Don Vito che stravolgono i ritmi disco di Disco Blayen in un inferno noise-funk schizofrenico.
Bellissima anche la conclusiva cover di Fred, dolcissima e psichedelica versione di Darjeeling, che frigge emozionante sul piatto. Un disco esempio che racchiude i frammenti sonori appartenenti alla storia di una delle band più interessanti attualmente in circolazione. Ma soprattutto la testimonianza di affetto di molte band che condividono con Le singe blanc l’attitudine, la genialità e la genuinità oltre che un modo di interpretare la musica certamente non comune.